Un terzo delle famiglie del sud a rischio povertà

mercoledì 21 Luglio 2010 - Economia

Un terzo delle famiglie del sud a rischio povertà Rapporto Svimez 2010 sull'Economia del Mezzogiorno, fotografa una situazione allarmante: quasi una famiglia su 3 e' a rischio poverta' a causa di un reddito troppo basso, contro 1 su 10 al Centro Nord. Grave la situazione che vede una famiglia meridionale su cinque senza i soldi per andare dal dottore ne' per pagare il riscaldamento.


 Secondo il rapporto nel 2008 al 30 perc. delle famiglie al Sud sono mancati i soldi per i vestiti e nel 16,7 perc. dei casi si sono pagate in ritardo le bollette.

Otto famiglie su 100 hanno rinunciato ad alimentari necessari.Insomma un Sud Italia sempre piu' povero, secondo le stime 'in valori assoluti si tratta di 6 milioni 838mila persone, fra cui 889mila lavoratori dipendenti e 760mila pensionati, di cui oltre 1 milione 100mila ha un livello di studio medio alto, con 122mila laureati'.

'In base agli ultimi dati disponibili (2007), si legge il 14 perc. delle famiglie meridionali vive con meno di 1.000 euro al mese', dato che vivono con un unico stipendio (47 perc.) e piu' familiari a carico (12 perc.). Lo Svimez sottolinea inoltre che 'non sempre, al Sud, uno stipendio in piu' oltre a quello base modifica la situazione: in quasi una famiglia su 4 (23,9 perc.) con due redditi il rischio rimane'.

Un Mezzogiorno in forte recessione quindi, colpito duramente dalla crisi nel settore industriale, che da otto anni consecutivi cresce meno del Centro Nord, cosa mai avvenuta dal dopoguerra a oggi, e il cui Pil nel 2009 'e' tornato ai livelli di dieci anni fa'.

Al Sud serve un nuovo progetto, che parta dal rilancio delle infrastrutture, con un piano di 35 miliardi di euro, per coinvolgere i settori piu' innovativi.

Nel 2009 il Pil del Sud e' sceso del 4,5 perc.. Il Pil per abitante e' pari a 17.317 euro, contro i 29.449 euro del Centro Nord.

Secondo le stime nel 2009 tutti i settori sono stati investiti dalla crisi: dall'agricoltura ( 5 perc.) all'industria ( 15,8 perc.), fino alle produzioni manifatturiere hanno ( 16,6 perc.) e al commercio( 11 perc.). Giu' anche turismo e trasporti ( 3 perc.) e intermediazione creditizia e immobiliare ( 1,7 perc.).

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