Tutto nuovo a Pomigliano, tutto da rifare per chi lavora

mercoledì 28 Luglio 2010 - Economia

Tutto nuovo a Pomigliano, tutto da rifare per chi lavora Il lingotto decide di costituire una nuova società attraverso il licenziamento e la riassunzione dei lavoratori di Pomigliano d'Arco. Questa scelta potrebbe comportare l'adozione di un contratto di lavoro diverso da quello attuale, con eventuale deroga dei diritti dei lavoratori su sciopero e malattia. Oltre il tavolo di domani indetto dal Governo la Fiat convoca ancora i sindacati per giovedì mattina all'Unione industriale di Torino. La discussione verterà proprio sulla scelta di Fiat dei costituire la Newco.


Reazioni dal mondo politico riguardanti la possibile scelta di Fiat di uscire da Federmeccanica e Confindustria per non aderire al contratto nazionale dei metalmeccanici. Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera, spiega: «Il governo, ancora una volta, non affronta in modo adeguato un problema di prospettiva, che viene gestito come se si trattasse di normale amministrazione di una situazione di crisi. Noi siamo interessati a sapere per il bene del Paese se per la Fiat l'Italia rimane una piattaforma strategica di produzione». (audio: intervista ad Enzo Masini responsabile auto della Fiom)

È nata Fabbrica Italia Pomigliano. La società è stata iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino il 19 luglio. La sede legale è a Torino ed è controllata al 100% da «Fiat Partecipazioni» con un capitale di 50.000 euro. Il presidente è Sergio Marchionne. La missione produttiva della new company è «l'attività di acquisto assemblaggio e vendita di autoveicoli e loro parti. A tal fine può vendere acquistare, prendere e dare in affitto o in locazione finanziaria, trasformare e gestire stabilimenti, immobili e aziende». Inoltre la società «può compiere le operazioni commerciali, industriali, immobiliari e finanziarie, queste ultime non nei confronti del pubblico, necessarie o utili per il conseguimento dell'oggetto sociale, ivi comprese l'assunzione e la dismissione di partecipazioni in enti o società, anche intervenendo alla loro costituzione».

Fabbrica Italia Pomigliano dovra licenziare per riassumere con un nuovo contratto i 5mila lavoratori attuali della fabbrica campana. Fim e Uilm chiedono che vengano riassunti tutti i lavoratori attualmente impiegati. Si tratta del progetto Futura Panda a Pomigliano, per il quale la Fiat ha raggiunto un accordo con i sindacati il 15 giugno, non firmato dalla Fiom. Sempre di oggi la notizia che l'eventuale fuoriuscita di tutto il gruppo dalla confederazione degli industriali potrebbe dare vita alla medesima prassi attuata per Pomigliano su tutti i 25.000 dipendenti del gruppo. L'iniziativa riguarderebbe i lavoratori di Mirafiori, Cassino, Pomigliano e Termini Imerese insieme agli impiegati degli enti centrali. La disdetta diventerebbe operativa il 31 dicembre 2012. Entro questa data andrà in scadenza l'attuale contratto di lavoro. Stando alle ultime dichiarazioni del lingotto, Fiat uscirà da Federmeccanica il primo gennaio 2013.

Fonte AgenziaMI.it

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