Badanti e Colf, una su tre ancora in nero

martedì 13 Luglio 2010 - Economia

Badanti e Colf, una su tre ancora in nero Irregolari e sottopagati. E' l'identikit dei collaboratori domestici, ovvero in massima parte badanti e colf, tracciato dal Censis nel rapporto "Dare casa alla sicurezza. Rischi e prevenzione per i lavoratori domestici".


Secondo il Censis, infatti, la maggioranza si colloca sotto la soglia dei 1.000 euro netti al mese - il 22,9% guadagna meno di 600 euro, il 20,2% da 600 a 800 euro netti al mese, il 24,5% tra 800 e 1000, anche se vi e' una fetta consistente, il 32,4%, che sta sopra la soglia dei 1.000 euro,e di questi, il 14,6% supera i 1.200 netti al mese.

L'esperienza lavorativa sembra essere il valore piu' apprezzato dal mercato, considerato che al crescere dell'anzianita' professionale le entrate aumentano significativamente: ben il47% delle badanti con piu' di dieci anni di lavoro alle spalle guadagna piu' di 1.000 euro netti al mese (tra quante hanno un'esperienza lavorativa inferiore ai 4 anni il dato si colloca al 25,3%); sono il 24,1% quelle che superano la soglia dei1.200 (contro il 14,5% di quante hanno meno di 4 anni di lavoro alle spalle).

 Piu' contraddittoria e' la valutazione rispetto all'origine dei lavoratori. Gli stranieri guadagnano infatti all'ora mediamente un euro in meno degli italiani (6,83 eurocontro 7,81 euro), un dato questo, secondo il Censis, dovuto prima ancora che ad un atteggiamento discriminatorio, alla minore anzianita' lavorativa che caratterizza questo gruppo. Sotto il profilo contrattuale, l'irregolarita' continua a rappresentare una condizione estremamente diffusa.

Sono infatti il 39,8% gli intervistati che dichiarano di essere totalmente irregolari, e il 22% quelli che si districano in una giungla fatta di rapporti a volte regolari, altre volte no, o rispetto ai quali vengono versati contributi per un orario inferiore aquello effettivamente lavorato. A fronte di questa maggioranza,pari complessivamente al 61,8% degli intervistati, vi e' invece un 38,2% che dichiara di svolgere un lavoro totalmente regolare.

Volendo calcolare quanto cio' incide in termini di evasione contributiva, si consideri che su cento ore di lavoro,sono soltanto 42,4 quelle per cui vengono effettivamente versati i contributi; cio' significa che quasi 6 ore di lavoro su dieci risultano prive di qualsiasi forma di copertura previdenziale, e dunque che piu' della meta' del lavoro svolto avviene al di fuori del quadro di regole, tutele e garanzie previste dalla legge.

Al sud, il livello di irregolarita' sale al 72,7%, con il 58,8% dei lavoratori (contro il 24,4% del nordovest e il 38,8% del centro) che dichiarano di essere totalmente irregolari, e il 13,9% parzialmente irregolari.  Piu' alto risulta anche il livello di contribuzione evasa, considerato che su 100 ore lavorate, solo 24,8 sono coperte dacontributi.

Fonte AffarItaliani.it

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